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....La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione.... G.Gaber

giovedì 11 ottobre 2012

Operazione “cieli bui”

L’operazione “Cieli bui” è una delle ultime misure contenute nella legge di stabilità approvata dal Consiglio dei ministri. Si tratta in pratica di ridurre o comunque contenere l’illuminazione pubblica, ottenendo risparmio economico ed energetico. Come nasce l’idea? Il progetto - fatto poi proprio dal commissario Bondi - nasce dall’associazione CieloBuio, ente no profit che dal 1998 si batte contro l'inquinamento luminoso e che ha suggerito l’idea in quell’operazione di partecipazione con i cittadini che il governo lanciò a maggio scorso. Al contrario dell’Amministrazione Comunale a Bondi l’idea è evidentemente piaciuta. L’associazione Futura, infatti, già con nota n° 30 del 02/12/2011 (clicca qui per vedere il post) aveva proposto l’accensione alternata delle lampade delle strade di campagna dal 1° ottobre al 31 maggio.
Dal sito dell'associazione cielo buio vediamo in concreto qual'è il progetto.

L'illuminazione pubblica vale oggi solo in quanto a consumi energetici oltre 1,3 miliardi di Euro, e grava quasi integralmente sul bilancio dei comuni che in meno di dodici mesi hanno visto aumentare la bolletta di un 15%.
Come al solito si confonde più luce = più sicurezza con invece più  coerentemente maggiore qualità della luce e più uniformità della stessa è uguale a più sicurezza. In questo modo oggi siamo arrivato ad una situazione insostenibile con costi energetici per l'illuminazione pubblica doppi rispetto alla Germania e quasi tripli rispetto all'Inghilterra e "casualmente" di poco superiori a quelli della Spagna e tutto questo senza migliorare di una virgola la sicurezza. Eppure non è che stiamo parlando di nazioni con un grado di avanzamento tecnologico e sociale inferiore al nostro e neppure di nazioni dove il tasso del crimine e la metà ed un terzo del nostro. (Riferimenti - link)
E' evidente che c'e' qualche cosa di sbagliato. Il problema è tutto da un altra parte ... l'obsolescenza dei nostri impianti e il continuo indiscriminato aumentare delle potenze installate in quelli nuovi, ha creato degli squilibri nella notte delle nostre città che sono diventate sempre più insicure al crescere della quantità della luce installata. Ma tutto questo è evidente se ci si fa ben caso andando oltre a sguardi distratti e superficiali: più c'e' squlibrio di luce più si crea contrasto e zone di buio dove si annidano i possibili rischi. Ed allora si illumina il fronte dell'uscita della stazione centrale di Milano con la metà della luce (80-100lx) richiesta da un campo sportivo, e i parchi laterali che già erano bui con i loro 1-2lx a terra lo diventano ancora più esattamente come diventano più insicuri.
Illuminare a giorno un area ... crea insicurezza e veri rischi nelle aree circostanti e sposta il problema ed il pericolo, molto più di quello che si voleva scungiurare, nelle aree circostanti.
Illuminare bene ed in modo sicuro è facile basta rispettare delle semplici regole che sono alla base di quello che abbimao chiesto al governo, le stesse di ormai 14 leggi regionali le stesse che in 12 anni hanno permesso di migliorare l'illuminazione nei comuni che le hanno applicate con evidenti miglioramenti della sicurezza, senza lo spegnimento di un lampione, con il miglioramento del confort visivo e con risparmi energetici che arrivano anche al 40-45%.
Illuminazione eco-sostenibile (Riferimenti - link)
Illuminazione a LED (Riferimenti -
link)
Un altro problema spesso trascurato e facilmente soggetto a scherno e dietrologia, è il seguente. La sicurezza non sta nel quanta luce si mette ed appunto nel quanto ci si sente sicuri ...ma nel quanto lo si è effettivamente. In effetti sembra banale ma a questi risultati arrivarono già degli studi degli anni 80 dell'ACI , ma molto recentemente il Ministero dei trasporti Francese non ha fatto che confermarli. Noi ci scandalizziamo ingiustificatamente perchè il decreto del governo sembra che spegnerà le luci ovunque (ma ci sarà ben poco di questo nel decreto), quando in Francia è consuetudine da ormai il 2008 (noi arriviamo con soli 4 anni di ritardo con la nostra spending review) che alcune centinaia di comuni spengono COMPLETAMENTE la luce dopo una certa ora, ma sopratutto le strade extraurbane del nord della Francia vengono spente. Il Ministero dei trasporti francese ha riscontrato che non solo si è risparmiato (cosa abbastanza ovvia) ma sono calati bruscamente gli incidenti e ancora di più quelli mortali. Tutto questo perchè? Per un semplice meccanismo psicologico incondizionato ... più luce c'e' più ci sentiamo sicuri, più ci sentiamo sicuri più premiamo l'accelleratore con la conseguenza che aumentiamo i rischi e pericoli. (Riferimenti - link1- link2)
Presto renderemo disponibile il documento tecnico quanto più completo sulla proposta che abbiamo fatto al governo.
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lunedì 1 ottobre 2012

Menfi: Inizia la Campagna elettorale del Movimento 5 stelle Menfi

di: Comunicato Stampa Sabato 29 settembre è iniziata a Menfi ufficialmente la Campagna elettorale per le Elezioni Regionali con un Banchetto presso il Mercato, e successivamente è stata presentata la sede elettorale. Il Movimento 5 Stelle di Menfi, che ha il suo fulcro organizzativo in rete (www.menfi5stelle.it), tuttavia di fronte all’esigenza di diffondere le proprie idee e le proprie proposte anche nei confronti di chi non ha internet, apre la sua sede elettorale in via della vittoria a Menfi (di fianco alla Birreria Italia), sede messa a disposizione dell’Associazione Menfi Vive per un mese, e a titolo completamente gratuito. In questi giorni di campagna elettorale, il nostro nuovo locale in pieno centro storico sarà a disposizione di chiunque voglia avvicinarsi al nostro mondo politico, anche soltanto per chiedere informazioni. Ad inaugurarla sabato 29 settembre, insieme a tutto il meetup di Menfi 5 Stelle c’è stato anche il meetup Sciacca a 5 Stelle, arrivato a Menfi per svolgere un banchetto informativo al mercato, con la finalità di promuovere le iniziative e il programma del M5S, e per far conoscere alla nostra gente uno dei candidati al consiglio regionale per il M5S, Matteo Managiacavallo, giovane tecnico informatico di Sciacca (nella foto insieme al candidato alla presidenza della regione per il M5S, Giancarlo Cancelleri). “Sono rimasto ben impressionato dalla gente di Menfi” – dice Mangiacavallo – “che è una cittadina che non finisce mai di stupirmi. Anche lì come nel resto delle realtà del belicino c’è molta delusione e disillusione verso i partiti e indignazione per gli esagerati costi della politica. Noi del Movimento 5 Stelle siamo benvoluti e la nostra rivoluzione sta per iniziare!” Prossimamente a Menfi arriveranno anche gli altri candidati della circoscrizione di Agrigento per il M5S. Emma Giannì, altra candidata di Sciacca, conosciuta per la sua candidatura a sindaco con la quale il M5S ha fatto un’ottima figura alle scorse amministrative, che hanno visto fra l’altro Matteo Mangiacavallo essere fra i candidati consiglieri più votati in assoluto. Giovanni Di Caro, ingegnere informatico di Favara, Giuseppe Zagarrio, impiegato di Ravanusa, Emanuele Dalli Cardillo, avvocato di Porto Empedocle, e Claudia La Rocca, originaria di Bagheria che vive a Palermo e si occupa di turismo sostenibile. Insieme a loro avremo anche il piacere di avere il candidato presidente alla regione per il M5S, Giancarlo Cancelleri, un geometra 37enne di Caltanissetta, volto storico del M5S siciliano. Nei prossimi giorni ve li faremo conoscere uno ad uno. Ognuno di loro vale uno, e se verrà eletto si farà portavoce non di se’ stesso, ma del nostro programma elettorale. Il Movimento 5 Stelle si spende per un ricambio radicale dell’attuale classe politica, di cui fanno parte da tanto tempo almeno 4 dei 5 candidati locali di Menfi, e soprattutto vuole rivoluzionare il modo di fare politica, eliminando i privilegi e le carriere, lottando contro le solite candidature di servizio che sono utili non alla cittadinanza, ma soltanto ad un sistema malato che cerca di salvarsi a spese dei Cittadini. Votare il paesano oggi non serve più, perché non è mai riuscito e mai riuscirà a fare gli interessi dei menfitani, perché dovrà prima fare gli interessi della casta. Meetup Menfi 5 Stelle www.menfi5stelle.it www.meetup.com/menfi-5-stelle menfi5stelle@gmail.com Per info: Mauro Buscemi 3391764695 Corso Giuseppe 3471181764. Continua a leggere!

lunedì 24 settembre 2012

Puntata de "La giostra" dedicata all'Unione Terre Sicane



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Elezioni Primarie: vantaggi e svantaggi

Le primarie oggi, in Italia, nelle realtà più grandi come in quelle più piccole, rappresentano un’ineludibile strumento e un passaggio decisivo alla ricerca di forme sempre più avanzate di democrazia. Anche l’Associazione Futura, in vista delle prossime competizioni comunali del 2013, ritiene che le primarie rappresentino un’ineludibile strumento al fine di evitare che si attivino metodi obsoleti, prescindendo da ciò che i cittadini, invece, chiedono. da Wikipedia, l'enciclopedia libera, e dalla rete cerchiamo di capire cosa sono. Le elezioni primarie sono una competizione elettorale attraverso la quale gli elettori o i militanti di un partito politico decidono chi sarà il candidato del partito (o dello schieramento politico del quale il partito medesimo fa parte) per una successiva elezione di una carica pubblica. La ragione delle elezioni primarie è la promozione della massima partecipazione degli elettori alla scelta dei candidati a cariche pubbliche, in contrapposizione al sistema che vede gli elettori scegliere fra candidati designati dai partiti. Le elezioni primarie sono utilizzate in particolar modo negli Stati Uniti d'America. Le elezioni primarie nascono come sistema locale: la prima elezione primaria fu tenuta dal Partito Democratico in Pennsylvania il 9 settembre 1842. Dopo la guerra civile americana (1861-1865) si diffusero negli Stati del Sud, dove ovviavano al problema di una rappresentanza politica di fatto mono-partitica. Alla fine del XIX secolo grazie alla spinta del movimento progressista sono divenute una istituzione pressoché generalizzata a livello nazionale. Nel Paese nordamericano le prime elezioni primarie erano del tipo "chiuso", ossia alle primarie di un partito potevano votare tutti i membri di quel partito. Negli anni 70 del XX secolo si sono diffuse le primarie di tipo "aperto", che consentono il voto a tutti i cittadini. In un sistema bipartitico (o bipolare) la primaria aperta tende a selezionare candidati più centristi rispetto all'elettorato (non rispetto ai militanti) e a favorire maggiormente la partecipazione alle elezioni, ma è aperta al rischio di "inquinamento" da parte dei sostenitori del partito avversario. A partire dal 2005, il metodo delle elezioni primarie (di tipo "aperto") è stato introdotto anche in Italia dalla coalizione di centrosinistra L'Unione, formata appunto il 10 febbraio 2005. La coalizione di centrodestra non ha mai organizzato elezioni primarie per scegliere i suoi candidati, in quanto Berlusconi è stato sempre l'unico leader di tale schieramento dalla sua discesa in campo nel 1994 fino ad oggi. In Italia le elezioni primarie non sono previste o regolamentate per legge, come avviene negli USA. Di conseguenza, in Italia questo tipo di elezioni non ha alcun valore legale, anche se molti esponenti politici, considerandolo un modo diretto di partecipazione dei cittadini, ritengono necessario estenderne il più possibile l'utilizzo. In Italia non sempre il risultato delle primarie è stato quello sperato dalla Leadership, infatti in molte competizioni i candidati designati dagli apparati di partito si sono visti soccombere dagli outsider. Nel complesso, si possono distinguere tre modelli fondamentali: le primarie aperte, le primarie di partito e il voto degli iscritti.
Le primarie aperte negli Usa
Le elezioni primarie “aperte”, che ammettono la partecipazione anche dei non iscritti ai partiti, sono decisive per la selezione dei candidati negli Stati Uniti e l’esperienza americana fornisce ampie prove dei vantaggi e svantaggi di questa formula. Il vantaggio principale, stando ai sostenitori delle primarie, risiede nel loro contributo alla responsiveness dei partiti, i quali, permettendo agli elettori di scegliere i candidati, non possono ignorarne preferenze e orientamenti. In assenza di democrazia interna ai partiti, gli elettori rischiano di trovarsi di fronte alla scomoda scelta tra votare per un candidato distante dal partito ideologicamente che essi preferiscono oppure astenersi, favorendo il partito avverso. Le primarie vorrebbero ridurre la possibilità che i partiti ignorino le preferenze dei loro sostenitori e quindi contribuire ad ancorarli più saldamente alla loro collocazione nello spazio ideologico.
Le primarie di partito in Spagna
Il Partito socialista spagnolo è uno dei pochi partiti occidentali ad aver adottato il metodo delle primarie, con conseguenze subito dirompenti. Le primarie tenutesi nel 1998 per scegliere un candidato Primo Ministro per le elezioni di quell’anno provocarono la bocciatura, del tutto inattesa, del segretario del partito (Joaquín Almunia) a beneficio di un candidato relativamente di basso profilo come l’ ex-ministro José Borrell. Benché gran parte delle primarie destinate a selezionare candidati per le cariche locali e regionali si fossero svolte senza sorprese, la sconfitta del segretario del partito costituisce un ottimo esempio del potenziale di destabilizzazione delle primarie, anche quando si limitano a coinvolgere solo gli iscritti al partito. Questo dimostra quanto le primarie differiscano dai tradizionali meccanismi di democrazia interna. Interrogati a titolo individuale, gli iscritti votarono in maggioranza contro il leader del partito, che era stato eletto dal congresso secondo le procedure tradizionali della democrazia delegata, a conferma dell’insufficienza di tali procedure per riflettere l’opinione degli iscritti, specie in un partito molto disciplinato come il Psoe, in cui gran parte dei delegati ai congressi erano detentori di cariche pubbliche la cui sorte dipendeva dal favore di un potente apparato di partito.
Il voto degli iscritti nei partiti britannici
In Gran Bretagna tutti e tre i maggiori partiti concedono oggi in qualche modo il voto agli iscritti nella selezione dei candidati, confermando la tesi secondo cui tale forma di democratizzazione corrisponde alla debolezza organizzativa dei partiti. Tutti e tre i partiti britannici sono afflitti da trent’anni da un sostanziale declino delle iscrizioni. Sia il Labour sia i Tories hanno affrontato crisi di legittimità e credibilità a seguito di sconfitte elettorali traumatiche e la valorizzazione della partecipazione degli iscritti è stata ritenuta una strategia per affrontarle. Le riforme “democratiche” nella selezione dei candidati sono anche state introdotte in funzione di giochi interni di potere. Nei due maggiori partiti britannici la riforma del processo di selezione dei candidati ha teso a spostare il potere in due direzioni : verso gli iscritti e verso la Leadership a spese dei dirigenti intermedi. Abbandonato il suo vecchio sistema di selezione a favore di un sistema basato sulle iscrizioni individuali, le riforme nelle procedure di selezione dei candidati del Partito laburista erano più finalizzate ad aggirare le élites intermedie, ritenute più riluttanti ad abbracciare una strategia centrista, che non a dar voce davvero alla base. Queste riforme hanno coinciso con una crescente centralizzazione del potere intorno alla leadership del Labour. La riforma non prevede elezioni primarie vere e proprie: gli iscritti infatti scelgono fra candidati potenziali già filtrati dal partito. Gli esecutivi locali avviano il processo, cercano proposte di candidature, predispongono una prima selezione, che viene sottoposta all’esecutivo nazionale perché la approvi e solo allora gli iscritti hanno diritto di votare. L’esecutivo conserva un diritto di veto sulle candidature anche dopo che gli iscritti si sono pronunciati. In breve, le strutture del partito intervengono a tutti gli stadi del processo e tali interventi sono stati utilizzati per lo più per bloccare candidature di sinistra o di dubbia lealtà. I cambiamenti nelle procedure di selezione nel caso dei Conservatori sono state assai meno profonde. Il cambiamento più rilevante riguarda l’allargamento dell’elettorato cui spetta eleggere il leader, prima ristretto ai soli membri del gruppo parlamentare: gli iscritti avevano già il diritto di votare nelle assemblee di selezione dei candidati nei loro collegi. Per le elezioni nazionali il partito conserva una forte influenza attraverso l’approvazione delle liste nazionali dei candidati, malgrado le istanze locali godano di grande autonomia per scegliere entro queste liste. Come per i laburisti, i voti degli iscritti contano poco quando l’apparato nazionale e locale detiene un controllo così rigido sulla scelta dei candidati. Vi sono in sostanza poche prove di un qualche miglioramento nel grado di responsiveness della leadership nei riguardi della base. Continua a leggere!

mercoledì 5 settembre 2012

MENFI: Nasce “La Nuova Primavera”

di Alfonso Fiumarella.
Anche Menfi avrà una “Nuova Primavera”, no non sto parlando di una nuova stagione per una nuova suddivisione dell’anno solare, sto parlando di cultura, politica e soprattutto di giovani. A Menfi sta maturando un nuovo modo di comprendere e vivere gli eventi che possono colpire i cittadini, infatti, domenica 9 settembre, alle ore 20.30, presso il Roxy Bar di Porto Palo di Menfi, dei giovani menfitani daranno vita alla Sezione dell'Associazione Politico-Culturale "La Nuova Primavera" di Sciacca. Il sodalizio, formato da ragazzi e ragazze dai 16 anni in poi, si pone come obiettivi principali quelli di avvicinare i giovani della nostra città al mondo della politica e delle istituzioni e di promuovere iniziative legate ai temi della cultura e della legalità nell’ottica di un rinnovamento della classe dirigente e di una rinascita culturale della comunità. Vicario della nascente sezione di Menfi è Salvatore Gulino, mentre il ruolo di Vicevicario è rivestito da Pietro Buttafuoco. Questi due giovani volenterosi, attorniati da un folto gruppo di coetanei, hanno l’arduo intento di promuovere ogni tipo di attività politica, culturale, ricreativa, sociale tendente alla partecipazione dei cittadini alle questioni legate in primo luogo alla vita politica nazionale ed internazionale, nonché all'amministrazione locale; approfondire la ricerca di valori di uguaglianza tra i cittadini, di collaborazione internazionale, di libertà politica e religiosa, di democrazia economica presenti con tanto rilievo nella nostra Carta Costituzionale; cooperare con le associazioni, le organizzazioni e le istituzioni del territorio; organizzare incontri, convegni, dibattiti, favorendo al massimo il protagonismo dei partecipanti e il pluralismo delle voci messe a confronto. In poche parole, L’associazione Politico - Culturale “La Nuova Primavera”, vuole fare cultura e tra i mille significati insiti in questa parola, vuole dare il giusto spazio alla politica, ma la Politica con la P maiuscola, infatti, “La Nuova Primavera” è apartitica, cioè non è legata in nessun modo ad alcun partito o movimento attualmente esistente, ma non è apolitica poiché uno degli scopi per cui nasce è proprio quello di fungere da raccordo tra i giovani e la politica. La volontà è quella di accogliere tutti i ragazzi che sentono la necessita di avvicinarsi al mondo della politica e delle istituzioni promuovendo iniziative legate a cultura e legalità. Gli intenti sono alti e condivisibili, la volontà di fare vive negli sguardi accesi dei giovani menfitani che formano questo gruppo. Forse qualcosa sta iniziando a muoversi, forse i giovani, stufi dall’atrofia di questi anni, hanno capito che non si devono solo porre le domande, ma si devono attivare per cercare le risposte. Forse e per la prima volta, ciò sta accadendo anche a Menfi! I giovani dell’Associazione Politico - Culturale “La Nuova Primavera” vi invitano a partecipare, domenica 9 settembre, alle ore 20.30 presso il Roxy Bar di Porto Palo a Menfi, per la presentazione ufficiale. Continua a leggere!

MENFI: Proposti emendamenti al bilancio 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo...
In un momento di scollamento tra politica ed elettori, in una fase di stagnazione economica nazionale, in un periodo di tagli lineari che non permettono un fattivo rilancio per il paese Italia, anche un piccolo Comune, come quello di Menfi, deve dare il suo contributo. Un contributo della politica per i cittadini ed in un solo colpo adempiere ai nostri obblighi e rispondere all’antipolitica che si erge a risolutrice di tutti i problemi, da quelli nazionali a quelli comunali. Per questi motivi, ma soprattutto per dare un segno tangibile, alla cittadinanza di Menfi, del nostro interesse per Menfi ed in primo luogo per i giovani studenti menfitani, noi, Consiglieri Giuseppe Romano, Calogero Lanzarone e Giuseppe Buscemi, abbiamo proposto un emendamento agli schemi di bilancio di previsione 2012.. I Consiglieri Comunali di Menfi Giuseppe Romano, Calogero Lanzarone e Giuseppe Buscemi si complimentano con il loro Sindaco, Michele Botta, per aver ridotto del 10% l’indennità di funzione per Sindaco e Assessori. “Noi – affermano i tre consiglieri di maggioranza - oltre ad apprezzare il provvedimento, accogliamo con vivo entusiasmo l’appello lanciato dallo stesso che mira a ridurre le spettanze di tutti i componenti del Consiglio Comunale. A tal proposito, presentiamo un emendamento “agli schemi di bilancio di previsione 2012” con il fine di poter erogare parte delle somme risparmiate a voci di spesa attualmente tralasciate.” Difatti, l’emendamento presentato in data 31.8.2012, protocollo numero 16365, prevede il taglio del 30%, da settembre a dicembre 2012, dell'indennità del Sindaco e gli assessori comunali attualmente sette costeranno come se fossero quattro a pieno stipendio. La proposta produrrebbe un risparmio di € 25.500,00 e tale somma consentirà a 15 studenti universitari di avere un contributo affitti di € 150,00 al mese per 12 mesi. Il bando, che potrebbe essere pubblicato entro novembre, si rivolge a giovani studenti menfitani che sono in possesso dei requisiti di merito e di reddito. “Ma la nostra attenzione – continuano Romano, Lanzarone e Buscemi - non va solo ai giovani, infatti, nell’emendamento presentato prevede anche un migliore utilizzo delle risorse presenti nei capitoli di spesa del bilancio, della sicurezza delle case pericolanti presenti nei cortili di Menfi, con un piano di protezione civile per la messa in sicurezza e migliorare l’attrezzatura del settore cimiteriale.” Con più precisione, con il taglio, dal bilancio, della spesa di € 25.000,00 per la manutenzione straordinaria Cimitero Comunale, della spesa di € 6.000,00 per il noleggio mezzi Cimitero Comunale e della spesa di € 20.000,00 per acquisizione pareri su progetti, si ottiene una somma di € 51.000,00 che può essere investita per dei nuovi interventi. Questi nuovi interventi sono: Esumazione salme per assegnazione nuovi lotti cimiteriali (€ 25.000,00), acquisto sollevatore per allocazione salme nei loculi cimiteriali (€ 6.000,00) e prestazione professionale per piano protezione civile (€ 20.000,00). “Con il nostro emendamento - concludono Romano, Lanzarone e Buscemi - abbiamo ritenuto necessario dare un segno tangibile della presenza e della vicinanza della politica locale alle varie problematiche economiche dei cittadini che miri, con i fatti, a dare un segnale di forte contrasto alla crisi economica che, in molti casi, rischia di sfociare in allarme sociale. La politica ha l’obbligo di dare voce alle esigenze dei cittadini, noi crediamo che aiutando i giovani universitari menfitani, ottimizzando le risorse per il servizio cimiteriale e mettendo in sicurezza Menfi, potremmo dare una risposta positiva alla sempre più difficile realtà socio-economica menfitana. Situazione che è figlia dello stato in cui versa il Paese Italia.” . Continua a leggere!

domenica 12 agosto 2012

Dopotutto, domani è un altro giorno

"Spesso prendiamo in prestito dai nostri domani per pagare i debiti dei nostri ieri. K.G"
L'Amministrazione c.le a sei mesi dalla scadenza del mandato vuole modificare l'attuale organizzazione degli Uffici e dei Servizi. L'Associazione Futura, da me rappresentata, ieri, con il nostro solito mezzo, la locandina affissa nei locali pubblici, ha ribadito che queste cose vanno fatte ad inizio di legislatura e non alla fine del secondo mandato. Perchè, perchè, secondo noi, non ha senso pensare di organizzare il lavoro dei futuri amministratori, a meno che, non si ha del tempo da perdere o clientela da accontentare. SIGNORI AMMINISTRATORI, AL FUTURO DOVEVATE PENSARCI PRIMA, PER IL POCO TEMPO CHE VI RESTA, ALMENO INIZIATE AD OCCUPARVI DEL QUOTIDIANO. Salvino Ricca - Presidente Associazione Futura Continua a leggere!